A seguito del Forum Mediterraneo di Palermo (20-21 febbraio 2006), organizzato da Confindustria, ICE, ABI ed UMCE (Unione delle Confederazioni Industriali del Mediterraneo), Confindustria Vicenza, su delega di Confindustria Nazionale, ha assunto l’incarico di coordinare un progetto del sistema imprenditoriale italiano che si pone l’obiettivo di sviluppare i già intensi rapporti di cooperazione economica che legano l’Italia e la Tunisia.
Al progetto, culminato nel Forum Imprenditoriale di Tunisi, del 21-23 gennaio 2007, hanno dato la loro fattiva collaborazione tutte le principali istituzioni italiane e tunisine.
Una particolare gratitudine va ad Assafrica & Mediterraneo, SIMEST, FIPA, lo Studio Legale Roedl, per tutta la fattiva collaborazione prestata durante la fase preparatoria del Forum di Tunisi.
In questa fase, costante è stato anche il supporto dell'Ambasciata di Tunisia in Italia, in particolare di sua Eccellenza l'Ambasciatore Habib Mansour, che non ha fatto mai mancare l’appoggio suo personale e del Governo tunisino.
Il successo del Forum, testimoniato dalle 350 imprese italiane partecipanti, dagli altrettanti imprenditori tunisini e dai quasi 2.000 incontri B to B organizzati, è stato poi il frutto di una collaborazione ancora più ampia, capace di riproporre l’ormai collaudata formula delle grandi missioni del sistema Italia, con l’alleanza di ICE, Confindustria ed ABI, arricchita, nel caso di specie, dal grande sforzo organizzativo svolto da UTICA, la Confindustria tunisina, e dal suo Presidente Djilani che, anche grazie a questo evento, hanno festeggiato al meglio i sessanta anni della loro gloriosa storia.

Nel presentare le attività svolte, prima e durante il Forum, il sito dedicato alla cooperazione economica tra Italia e Tunisia si propone ora come punto di riferimento informativo per tutte le imprese, italiane e tunisine, interessate alle azioni di follow-up che i partner del progetto si propongono di svolgere.

D’altra parte, come ampiamente confermato dal Forum, la Tunisia offre numerosi motivi di interesse:
  1. è paese caratterizzato da un quadro politico ed istituzionale stabile e con bassi livelli di rischio imprenditoriale;
  2. è paese con specializzazioni produttive molto affini alle specializzazioni manifatturiere tipiche del Sistema Italia;
  3. è tra i paesi dove l’industria italiana occupa una delle primissime posizioni in termini di capacità di internazionalizzazione;
  4. è un’area che in forza degli attuali accordi (Unione del Maghreb ed accordi associativi con la UE) ed in prospettiva (accordo Euromediterraneo), può legittimamente rappresentare un’area privilegiata di trading con il mondo arabo, del Nord Africa e del Vicino Oriente.

A conferma di ciò sono già molte le piccole e medie imprese italiane presenti, concentrate nel settore del turismo, nella meccanica, nella chimica, nei prodotti per l'edilizia e, soprattutto, nel tessile. Vicinanza geografica, manodopera qualificata a costi ragionevoli sono i fattori che hanno fatto della Tunisia il Paese del Mediterraneo dove l'economia italiana registra il maggior numero di imprese avviate direttamente (circa 500) e di dipendenti locali: oltre 40 mila.
La presenza del Made in Italy nel tessuto economico tunisino è ormai radicata.
Le relazioni economiche e commerciali bilaterali tra Italia e Tunisia sono regolate dall'Accordo di Associazione firmato con l'Unione europea nel 1995.
Da quella data l'interesse delle aziende italiane verso il Paese nordafricano è in continuo aumento. Oltre alle aziende controllate direttamente, si contano infatti in Tunisia almeno altre 300 joint ventures, che hanno investito soprattutto nel tessile-abbigliamento, pelletteria e calzature, elettromeccanica e agroindustria. In genere si tratta di imprese che scelgono la Tunisia per delocalizzare la produzione, compresi importanti marchi della moda che appaltano a subfornitori i contratti di produzione.